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SAN SISTO-PONTEVECCHIO: SI RIPARTE DAL 2° TEMPO
Dal Sito eccellenza calcio.it Di Nicola Agostini

Una decisione, lasciatecelo dire, da applausi. San Sisto-Pontevecchio si riprenderà dal primo minuto della ripresa sul risultato di 0-0 maturato alla fine del primo tempo. L'ha deciso il Giudice Sportivo del Comitato Regionale Umbro, Marco Brusco, in merito al referto dell'arbitro Amadei di Terni presentato dopo la gara di sabato scorso tra San Sisto e Pontevecchio, valida per la quinta giornata del campionato di Eccellenza.

I FATTI – Alla fine del primo tempo, sul risultato di 0-0, rientrando negli spogliatoi, i giocatori della Pontevecchio avevano ritrovato lo spogliatoio svaligiato. Soldi, chiavi di casa, documenti, chiavi della macchina, trafugati da alcuni malviventi che purtroppo non sono ancora stati ritrovati. I giocatori della Pontevecchio non erano voluti tornare in campo. Decisione compresa anche dai giocatori del San Sisto. Dopo aver lasciato trascorrere il tempo di attesa, l'arbitro Amadei aveva ritenuto sospesa la gara, prendendo atto delle dichiarazioni firmate dai due capitani nelle quali si attestava la volontà della Pontevecchio di non riprendere il gioco e la disponibilità del San Sisto a ripetere la gara.

LO SNODO CRUCIALE – La ripresa di una partita a metà però è una circostanza più unica che rara fra i dilettanti. L'unico precedente risaliva al campionato di serie D stagione 2009-2010. Durante la gara Borgo a Buggiano-Fossombrone, al 71', il dirigente toscano e speaker dello stadio Roberto Luporini ebbe un malore che purtroppo lo portò alla morte. Il Borgo a Buggiano, compresa subito la gravità dell'evento, si rifiuto di riprendere la gara. Era il 7 marzo 2010. Il Fossombrone era in vantaggio per 1-0 con gol firmato dal centrocampista marscianese Francesco Marianeschi. I marchigiani erano rimasti in 10 per l'espulsione del portiere Cherubini.

Il Giudice sportivo di serie D comminò lo 0-3 a tavolino e un punto di penalizzazione in classifica al Borgo a Buggiano. La corte di Giustizia Federale, in data 20 aprile 2010, accolse però il ricorso dei toscani, facendo riprendere la gara dal minuto 76 sul risultato di 0-1 con il Fossombrone che giocò gli ultimi 19 minuti in 10 contro 11, riuscendo comunque a chiudere la gara sullo 0-1. La partita venne recuperata il 28 aprile 2010. La Corte di Giustizia federale, nella decisione, richiamò l'articolo 17 comma 4 del Codice di Giustizia Sportiva che recita: “Gli Organi della giustizia sportiva, quando ricorrano circostanze di carattere eccezionale, possono annullare la gara e disporne la ripetizione, ovvero l’effettuazione”.
Stesso articolo al quale si è richiamato il Giudice sportivo Marco Brusco. Prima che le norme, però, stavolta ha vinto il buon senso. Della Giustizia sportiva e del Comitato Regionale Umbro.

MARIA TERESA RUTA TESTIMONIAL DEL SAN SISTO
Presso l'impianto sportivo di Via Donizetti la nostra Società ha ricevuto la gradita visita della storica presentatrice e conduttrice RAI, Maria Teresa Ruta. La Ruta, proveniente dalla serata al Todi festival, è arrivata in compagnia di Sara Bacelli e Michele Di Grazia titolari della scuola "Istituto San Francesco" di cui è testimonial.
Da quest'anno l'Istituto San Francesco è diventato il main sponsor della nostra ASD.
Ad accogliere i graditi ospiti, il Presidente Bruno Fringuelli, il team manager Aldo Trottolini ed alcuni giocatori della prima squadra.
La conduttrice si è intrattenuta per circa un'ora, parlando dell'importanza che rivestono lo sport e la scuola nel mondo giovanile, portando ad esperienza la propria vita in cui è riuscita a coniugare il nuoto e l'atletica leggera con  il proprio percorso scolastico.
L'incontro si è concluso con un aperitivo ed un brindisi con l'augurio di una buona stagione ad ognuno nei rispettivi "campi".





BENEFICI DELLO SPORT SULLA MENTE

Molte delle guide che vogliono essere un aiuto per migliorare le nostre vite, tanto da un punto di vista fisico quanto psichico, consigliano alcuni precetti chiave. Strategie e idee di facile esposizione, ma che non sono altrettanto facili da implementare nella nostra vita quotidiana. Richiedono un cambiamento della propria routine, quella che tendiamo a seguire per l’inerzia che noi stessi abbiamo creato e che ha acquisito sempre più forza poiché si è ripetuta nel tempo. Tuttavia, dobbiamo sapere che i benefici dello sport sulla mente sono davvero preziosi.
Cominciamo col dire che praticare sport è consigliabile. Ma cosa ci può apportare da un punto di vista mentale? Perché merita un buco nelle nostre agende? Cosa ha di così prezioso perché quando arriviamo a casa, invece di mettere a posto, di preparare da mangiare, di riposarci o studiare si opta per fare dell’attività fisica? Non abbiamo voglia di fare niente, fuori piove e c’è vento; in palestra ci sono molte persone e un calore artificiale al quale non ci abituiamo mai.
Bene, in questo articolo cercheremo di rispondere a tutte queste domande… e anche a qualche altra.
Lo sport si prende cura delle nostre cellule
La nostra mentre sembra qualcosa di astratto, questo direttore di orchestra che molte volte, da un punto di vista concettuale, separiamo dal corpo, come se la base non fosse lo stesso sostrato biologico. Parliamo persino di stanchezza fisica e mentale, come se si verificassero in modo indipendente una dall’altra.
Quando facciamo sport, accade un fenomeno molto curioso: le nostre cellule si ossigenano. La metafora è semplice: quando facciamo sport, è come se arieggiassimo il nostro corpo, allo stesso modo in cui lo facciamo con la nostra casa ogni mattina. In estate l’azione di arieggiare non ci costa molta fatica. Tuttavia, in inverno la questione è ben diversa, non siamo ben lieti di aprire le finestre e lasciare che le correnti fredde si muovano a loro piacimento nella nostra stanza. Tuttavia, come ci sentiamo dopo? Molto meglio, no?
Facendo sport, accade qualcosa di simile. Vi sono dei giorni in cui il nostro corpo sembra apprezzare questa sensazione per la quale il nostro motore, il cuore, va incontro a una rivoluzione (sarebbe come arieggiare in estate) e altri in cui si mostra molto pigro perché abbiamo lavorato di più durante la giornata, non ci siamo riposati abbastanza o durante la settimana abbiamo realizzato più attività fisica (sarebbe come arieggiare in inverno).
Lo sport connette il corpo alla mente
Abbiamo già detto che le cellule del nostro sistema nervoso apprezzano che si permetta al nostro corpo di fare un po’ di movimento e che si perda qualche caloria correndo, saltando, pedalando o camminando per un bel po’. Bene, i benefici dello sport vanno ben oltre in questo binomio corpo-mente. Questo vantaggio riguarda  la comunicazione. È curioso ma, per esempio, quando parliamo con uno sportivo abituale che è momentaneamente infortunato e gli chiediamo cosa gli manca di più, è probabile che ci risponda che sente la mancanza della comunicazione con il suo corpo.
Se trascorre una o due settimane senza poter fare attività fisica, è probabile che sperimenti la sensazione che il suo corpo non gli parla più o che lo fa solo col linguaggio del dolore. L’informazione che riceve dal suo corpo risulta impoverita, e molto. Quando facciamo sport, dunque, miglioriamo la comunicazione con il nostro corpo. D’altra parte, è una sensazione che non è semplice spiegare a coloro che conducono una vita sedentaria e che non praticano alcuno sport da anni. Non ricordano la sensazione di sentirsi in contatto con il loro corpo e, pertanto, non ne sentono la mancanza.
Tuttavia, vale la pena di arricchire questa comunicazione…
Migliora la nostra vita sociale e ci prendiamo del tempo per noi stessi
Gli altri benefici dello sport sulla mente si articolano in due versanti. Uno di questi è il versante sociale. Realizzando uno sport, individuale o di squadra, è facile conoscere delle persone in una situazione molto simile alla nostra. Persone in carne e ossa che non si trovano dietro a uno schermo, che possono motivarci, con lo sport o con altre mete, e che senza dubbio ampliano la nostra cerchia sociale.
L’altro versante è definito da un fatto: praticare sport presuppone dedicarci a noi stessi. Prenderci del tempo per riflettere o semplicemente per evadere dalle nostre preoccupazioni. Durante l’attività fisica non pensiamo di non aver ottenuto un certo obiettivo, che abbiamo bruciato il pranzo o che uno dei nostri gesti o atteggiamenti può non piacere a qualcuno o pregiudicare la nostra immagine. In questo senso, lo sport molte volte rappresenta un allenamento per acquisire la libertà, una presa di coscienza e un aggiornamento delle nostre risorse mentali e un incontro con noi stessi.
D’altra parte, è un atto che difficilmente ci provoca affanno mentale. È molto raro che facendo sport si sperimenti una dissonanza fra ciò che siamo o ciò che ci piacerebbe essere e ciò che facciamo. Non vi sono minacce ma solo sfide; quella di fare canestro o di correre un po’ più veloce, ad esempio. La questione si semplifica e la nostra mente apprezza questa liberazione.
Sport, disciplina, fede ed emozioni
Tra i benefici dello sport ricordiamo anche l’ordine e la disciplina. Fare sport in modo regolare nel tempo genera in noi una sensazione di costanza che ci fa sentire bene. Quella per cui, “Sai cosa, alla fine in realtà sono davvero capace di portare a termine ciò che mi ripropongo di fare”. Questi messaggi rafforzeranno la nostra autostima e ci aiuteranno anche in altri propositi.
Lo vediamo in molte persone che si sono arrese, lo possiamo tradurre dalle loro parole. Non fanno progetti perché non credono di riuscire a portarli a compimento e quindi vivono in una specie di anarchia, carica di rimproveri perché molte delle decisioni che prendono sono aleatorie e gli equilibri che costruiscono sono molto deboli. Dunque, vi sono poche attività migliori dello sport per acquisire fiducia in se stessi.
Sono molti i benefici dello sport, vero? Beh, non sono terminati. A questo punto occorre sottolinearne uno dei più importanti: la regolazione emotiva. Lo sport ci aiuta a consumare in modo positivo l’energia in eccesso che quasi tutti abbiamo poiché ingeriamo più calorie di quante ne possiamo bruciare. Un corpo che ha un bisogno minore di attività fisica ci darà un margine maggiore per gestire le nostre emozioni. Dunque, per esempio, se ci arrabbiamo, sarà più difficile che si esploda o si esageri.
Lo sport diminuisce la tensione e ci permette di avere bisogno di uno stimolo maggiore per arrivare ad attivarci come prima. Questo amplia molto il nostro margine d’azione per utilizzare in modo intelligente l’emozione che proviamo e per lasciare che si dissipi senza che la sua energia ci spinga a mettere in atto delle condotte delle quali poi potremmo pentirci. Nei bambini, per esempio, lo sport favorisce molto anche l’autocontrollo e contribuisce, se ben disposto negli orari, a regolare il riposo.
Con tutti questi benefici vien voglia di mettersi subito a fare sport, vero?

COSI' I NOSTRI FIGLI CI VEDONO E CI SENTONO DAL CAMPO DA GIOCO

"Papà, oggi alla partita non mi sono divertito affatto. Se questo vuol dire andare a scuola calcio, meglio continuare a suonare il pianoforte".
"Lo capisco figlio, avete perso e non è affatto bello".
"No papà, non c'entra niente la sconfitta".
"E allora sicuramente sarà perché i compagni non ti passano mai la palla, io ho cercato anche di dirlo al mister ma non mi ascoltava".
"No papà, non è questo il motivo".
"Cos'è successo, è per via dell'arbitraggio? Purtroppo la colpa è di chi ce li manda questi arbitri incompetenti".
"Papà, il fatto è che..."
"Poi ci si mette pure il mister che ti fa giocare da terzino, possibile che non capisce che tu devi fare l'attaccante?"
"Papà basta! Non sono triste perché abbiamo perso; a me non importa, quando gioco lo faccio sempre per vincere ma ciò che conta per me è correre e divertirmi insieme ai miei compagni. Non mi interessa dell'arbitro, ha solo qualche anno più di me e come me può sbagliare. Non fa nulla se gioco da terzino papà, le scelte del mister vanno rispettate. E se i miei compagni non mi passano la palla non è un problema, neanche io la passo perché quando ce l'ho mi piace provare a scartare l'avversario".
"E allora figlio, cos'è che ti rende così triste?"
"E' il tuo atteggiamento papà. Le tue urla, i tuoi consigli. Quando hai detto quella parolaccia all'arbitro mi sono davvero vergognato. Poi ti sei messo a litigare con un genitore dell'altra squadra, per non parlare di quando hai iniziato ad urlare al mister di farmi giocare in attacco".
"Figlio, ma io lo faccio perché voglio che vinciate cosicché tu sia felice".
"Papà, non ho bisogno di vincere per essere felice. Mi basta correre dietro al pallone insieme ai miei amici. Papà, la prossima volta, per favore, divertiti insieme a me. Non urlare, non gridare e lascia stare il mister, l'arbitro e gli avversari. Guarda la partita e lasciami giocare papà. Perché, io, non desidero nient'altro che giocare".

L'IMPORTANZA DELLA RESILIENZA NELLO SPORT

La resilienza nello sport è un’abilità molto importante, in qualsiasi attività sportiva. Gli sportivi, infatti, devono lottare con lo stress da competizione e con la pressione di essere i migliori.
A ciò va aggiunta anche la preoccupazione di lavorare con il proprio corpo e con la verità che molto spesso si nasconde dietro le medaglie: lo sport agonistico castiga il corpo, lo spreme al massimo e si allontana molto dal concetto di "salutare". Quest’idea è a sua volta collegata ad un’altra fonte di pressione: gli infortuni.
Ma come funziona la resilienza al di fuori dello sport agonistico? La verità è che non solo gli sportivi devono affrontare ostacoli, convivere con la solitudine o toccare il fondo con la sensazione che difficilmente riusciranno a rialzarsi. Capita a tutti noi nella nostra routine, con maggiore o minore intensità.
Per chi non pratica sport a livello professionale, esso può trasformarsi in un’attività di svago in seguito ad alcune variabili psicologiche. Tra queste variabili vi è la resilienza. Ad esempio, un incidente o  la morte di una persona cara sono esperienze per le quali è difficile essere pronti, e poter contare su una buona resilienza può fare una bella differenza nel superarle con successo o meno.
"Le difficoltà preparano le persone comuni a destini straordinari"-C.S. Lewis-
Gli sportivi sono modelli di superamento
Se c’è qualcosa che ci differenzia dagli sportivi, è il fatto che per loro la maggior parte delle pressioni sono auto-imposte, e a volte molte non hanno altra soluzione che la gestione autonoma. Tuttavia, queste pressioni danno loro una tale  maturità che gli permette di sviluppare e rafforzare la loro resilienza. Si trasformano così in persone che si impegnano, che hanno grande determinazione e soprattutto la fede ottenuta dopo aver vissuto molte tempeste e aver visto come le nuvole si ritirino.
Gli sportivi subiscono infortuni, problemi di performance, malattie che possono impedire loro di svolgere il loro lavoro. Nonostante ciò, si riprendono rapidamente dai contrattempi, così come confermato anche dalla ricerca realizzata nel 2008 da  Galli e Vealey. La forza mentale di cui godono permettere loro di rimanere a galla quando altri affondano.Questo è il risultato della loro esperienza, ma anche di un esercizio di sicurezza e speranza.

A questo proposito, non possiamo dimenticare tutti gli sportivi con disabilità fisiche, i quali riescono a dare il meglio di sé stessi e affrontano con entusiasmo la sfida di migliorarsi giorno dopo giorno. Prima di essere vittime di sfortuna e disgrazie, sono lottatori ed esempi di vita. Non si risparmiano, sono forti, sono resilienti.


"La resilienza è la capacità di affrontare le avversità della vita, di trasformare il dolore in forza motrice per superare sé stessi e uscirne rafforzati. Una persona resiliente sa di essere l’artefice della propria allegria e del proprio destino"-Anonimo-

La  pressione psicologica che subiscono tutti gli sportivi agonistici non è un ostacolo per continuare a sforzarsi e superarsi ogni giorno. Perché, allora, a volte questo non avviene anche in chi non pratica sport? Secondo la ricerca precedentemente menzionata, la risposta risiede nel fatto che gli sportivi, proprio per via della loro costante attivazione fisiologica, sono in grado di creare e mantenere un ottimismo che li aiuta. Sembra, tuttavia, che non avvenga lo stesso nelle persone che conducono uno stile di vita sedentario.
La resilienza nello sport applicata in altri ambiti della vita
Non è necessario praticare sport a livello agonistico o far parte di un club calcistico per godere dei benefici che può dare la pratica dello sport. Introdurre i bambini fin da molto piccoli allo sport, qualsiasi sport, sarà positivo per la loro salute, ma anche per imparare a gestire lo stress e altre emozioni che potrebbero portarli al disfattismo.
Quanto offerto dallo sport, i suoi benefici, li aiuterà a manifestare le abilità acquisite anche in altri ambiti della vita. Questo significa che la resilienza nello sport avrà forti ripercussioni sulle loro relazioni sociali, anche a scuola, e soprattutto al lavoro.
La resilienza nello sport può trasformarsi in un eccellente strumento per superare con  successo le difficoltà e i problemi, sia quelli quotidiani sia quelli meno comuni e che ci procurano un maggior impatto emotivo. Imparare a gestire queste circostanze in modo corretto ci permetterà di riprenderci più rapidamente e, come detto precedentemente, lo sport può essere un buon campo di svago per esercitare questo atteggiamento.

"Dalla difficoltà e dal dolore sorge l’opportunità. A volte la strada si trova nei modi più paradossali, perché per avanzare verso un maggiore benessere e un maggiore equilibrio come famiglia, è necessario attraversare una situazione dolorosa"-José María Madariaga Orbea-

Lo sport è un’eccellente opportunità per applicare alla nostra routine tutto ciò che da esso possiamo imparare. Anche se crediamo che serva solo per prenderci cura del nostro corpo e migliorare la nostra salute, la verità è che ci può far acquisire abilità molto importanti per superare i problemi per cui nessuno ci ha preparato. Vogliamo lasciarci sfuggire questa opportunità?
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